Ghepardo, perfezione emozionante della Natura

24 Novembre 2018
Posted in Dai Social
24 Novembre 2018 AIB

#savetheanimals 🐯 // NEWS

Ma come si fa a piangere dopo aver visto un ghepardo correre? Dunque, sono alto 186 cm peso oltre 100 Kg, mi chiamano “Roccia” … vi ho detto tutto!!
Bene, mi capita spesso. Ieri al cospetto di una così straordinaria bellezza della Natura, di fronte alla candida purezza che solo gli animali possiedono, quasi senza accorgermene ho sentito lacrime rigarmi le guance.

Una sensazione incredibile vedere quell’animale, così maledettamente sfortunato e martoriato dall’uomo, correre proprio insieme a lui, con felicità, spensieratezza, puro istinto di potenza felina. E’ incredibile osservare la falcata perfetta frutto di una costituzione genetica che ha prodotto questa incredibile “macchina” naturale da corsa.

Osservarne la coda che equilibra cambi repentini di marcia è decisamente qualche cosa di incredibile. Ogni tendine, ogni muscolo trasuda perfezione, potenza e controllo e vederlo “volare” grazie anche a una flessibile colonna vertebrale, sembra quasi magico!

Per rendervi correttamente idea di quanto sia incredibile
Una Corvette Twin Turbo accelera a circa 7,2 m/s2. Una Ferrari Enzo circa 8,2 m/s2, ergo 0-100 in circa 3,3 secondi. Bene, un ghepardo prende velocità più velocemente di entrambi i mezzi. Il suo corpo specializzato accelera a 10 m/s2 e arriva a 64 km/h in tre falcate [fonte: Cheetah Conservation].
Ogni felino possiede fibre muscolari più forti, fitte e più piccole, quindi di densità maggiore, rispetto a quelle umane. Ciò conferisce loro quella superiorità totale di cui sono dotati fisiologicamente. Nella fattispecie, le fibre muscolari del ghepardo sono di due tipi: quelle “lente” cruciali per sostenere sforzi prolungati ma meno utili negli sprint, e quelle “veloci” che sprigionano una grande potenza ma sono molto meno resistenti agli sforzi.

I suoi muscoli sono composti da un’alta percentuale di fibre “veloci“, ma soprattutto la scoperta sorprendente è che le cellule dei due tipi sono distribuite in modo differente negli arti posteriori rispetto agli anteriori. Come dire che le zampe davanti abbondano di cellule “lente“, mentre quelle “veloci” risiederebbero soprattutto nelle zampe posteriori, nel torace e nelle dita dell’animale.

Un vero miracolo evoluzionistico naturale, una di quelle esperienze che trascende ogni condizione soggettiva egocentrica umana e che riequilibra e sistema ogni tassello dell’universo conosciuto.
Felice di saper ancora piangere a 46 anni e, soprattutto, dopo aver “recentemente” scoperto che Babbo Natale non esiste

Foto @Adobe Stock

Gian Luca Partengo Photography

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