Leoni contro ghepardi, un documento (VIDEO) senza precedenti!

21 Dicembre 2018
Posted in Dai Social
21 Dicembre 2018 AIB

#savetheanimals 🐯 // NEWS

La Natura è meravigliosa, sostiene il famoso decano della divulgazione scientifica David Attenborough. Nulla di più vero al pari della verità aristotelica.

Ineccepibilmente, la Natura sa essere anche spietata nella propria logica d’azione. Chi nasce preda sa che il rischio di morte è assoluto quanto l’aria che respira e, al contempo, chi è predatore assurge ad assassino suo malgrado. Un vero e proprio dramma per tutte le creature, soprattutto per quelle che da madri vedono la propria prole cadere sotto i colpi mortali di artigli e zanne.

Questo è … il ciclo della Vita che stabilisce equilibri e dinamiche naturali alla cui base ci sono vincitori e vinti, zuffe, uccisioni e scontri crudeli anche tra i predatori stessi. Tuttavia, ciò che il documentarista Reinhard “Leo” Kuenkel ha straordinariamente ripreso in questo video, lascia tutti a bocca aperta, persino l’esperto di leoni Craig Packer al quale ha chiesto un autorevole parere. Ecco, in sintesi, a cosa ha assistito.
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Tre maschi di ghepardo pieni di testosterone vessano e circondano una femmina. Lei si difende, non vuole, scappa. I maschi (fratelli) si azzuffano mentre un leone li osserva. Uno dei maschi di ghepardo ha una strana reazione, punta il Re in segno di sfida, un avvertimento. I ghepardi non fanno mai questo; infatti è noto che, essendo loro i felini più piccoli e deboli, alla vista di un leone si diano sempre alla fuga.

Continua la zuffa, la femmina capisce e si rifugia sopra un albero, terrorizzata dai maschi e da felino con la criniera. Non si sente comunque al sicuro, scende e scappa, sempre inseguita dai tre maschi.

Il leone, senza apparente motivo, li insegue.

Intanto i maschi, sempre ignari del pericolo, circondano la femmina rifugiatasi fra gli arbusti e continuano a litigare. Improvvisamente il leone attacca, uccide la femmina fracassandole il cranio e (forse) ferisce uno dei maschi. Il trofeo è morto e loro, i maschi, sempre in preda all’eccitazione, ignorano l’accadimento e ancor peggio, continuano ad ignorare il leone.

Uno di loro è stremato, arriva un secondo leone. Accade l’inevitabile.

Finalmente, i due fratelli rimasti se la danno a gambe levate.
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Ecco il documento (VIDEO) incredibile!
(Trovate la versione italiana su NatGeo di SKY OnDemand)

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Se osservate bene ciò che accade, noterete alcuni dettagli davvero inconsueti:

  • I ghepardi sembrano completamente ubriachi di testosterone tanto da non accorgersi del mortale pericolo, più e più volte;
  • Il primo leone li segue senza motivo apparente anche quando, questi, si allontano;
  • Il secondo leone, attacca senza motivo il ghepardo a terra;
  • Il ghepardo a terra, tenta la fuga ma manca di reattività (ferito forse dall’attacco del primo leone o dai fratelli stessi) e, questo, gli costa la vita;
  • I leoni hanno ucciso i ghepardi senza divorarli; quindi non si tratta di caccia per il sostentamento ma del tipico comportamento di predominanza su altri predatori;
  • Gli scontri documentati, tra leoni e ghepardi sono solo fortuiti.

Ma allora … cosa è successo? Perché questo attacco devastante, voluto, premeditato?

Facciamo un passo indietro.

Nutrirsi è un bisogno primario per chiunque e uccidere diventa atto giustificato che appartiene a tutto il Regno Animale. Nondimeno, l’avvenimento tragico diventa crudeltà (ai nostri occhi) quando alcuni comportamenti, sempre guidati dall’istinto naturale e dall’ordine delle cose, avvengono non per il proprio sostentamento ma per puro istinto di conservazione della propria specie.

La sopravvivenza a ogni costo, diventa imperativa!

Ecco, che anche i grandi predatori delle savane africane conoscono il dolore lancinante della perdita di un figlio.

I leoni, indiscussi padroni africani, sono creature altamente socializzate che vivono in branchi numerosi composti sempre da uno/due maschi dominanti, svariate femmine e svariati cuccioli. Il maschio dominante ha il compito di difendere il branco e riprodursi. Ma cosa succede quando un maschio solitario si imbatte in un branco senza Re o in una femmina solitaria con cuccioli a seguito? Il brutale ciclo della vita, l’irreparabile, il dovuto, il necessario per garantire una propria continuità ereditaria. Le femmine, in quel caso, non sono pronte ad accoppiarsi nuovamente e, allora, occorre uccidere tutta la prole affinché vadano nuovamente in estro per generare nuova stirpe.

Delitti in famiglia!

Tralasciamo dettagli strazianti, purtroppo questa pratica è notevolmente utilizzata anche tra predatori di specie diverse. Di nuovo conservazione della propria specie!

Condividere il territorio di caccia, uccidere le stesse prede, litigare per un pezzo di carne, diventa stressante, arduo e un tantino pericoloso. Ecco dunque che scontri tra leoni, iene (questi due, acerrimi nemici) e leopardi diventano potenziale abitudine quotidiana. Tutto normale fino a qui, se non fosse per il fatto che gli ultimi due abbiano adottato tecniche killer per porre fine all’esistenza di ogni altra specie rivale attraverso l’uccisione dei cuccioli avversari. E’ risaputo e comprovato, infatti, che le iene e i leopardi uccidono i cuccioli di leone.

Meno cuccioli, meno potenziali nemici futuri!

E i leoni? Adeguatisi a questa crudele pratica loro malgrado, hanno imparato a rendere il favore e a odiare iene e leopardi. Leoni e ghepardi, al contrario, raramente si scontrano perché terreni di caccia, prede e modus operandi sono molto differenti e quasi mai interferiscono tra loro. Inoltre, questa sarebbe ed è una lotta impari e il ghepardo lo sa bene. Lui è nato per correre e manca di potenza, quella devastante dei leoni; è l’anello debole dei felini.

Quindi, a meno di chiuderli in un’arena per facili scommesse, la probabilità che si verifichino attacchi premeditati è veramente nulla.

Ma allora perché questo comportamento così feroce?

Forse, la risposta sta nei numeri; nella savana, il massacro di cuccioli più devastante, è quello protratto da tutti gli altri predatori a discapito  dei ghepardi e ammonta al 90% di cuccioli che non arrivano al primo mese di vita.

Quindi, l’interrogativo che ci si potrebbe porre è -“allora, anche i ghepardi, seppur i più deboli fra i carnivori, uccidono i cuccioli di leone per vendetta/prevenzione?” A differenza di comprovati attacchi di cui sopra, non vi è certezza di questa pratica che, se fosse così, “giustificherebbe“, secondo gli scienziati, il bisogno di uccidere che i leoni hanno dimostrato nel video.

“Leo” Kuenkel afferma di non aver mai visto una vera e propria uccisione di un cucciolo di leone da parte di un ghepardo; tuttavia dice di aver assistito ad un tentativo scampato solo grazie all’intervento di una leonessa.

E’ facile, quindi, desumere che gli equilibri siano potenzialmente cambiati e che l’odio si sia esteso verso qualsiasi predatore della savana; il manto maculato da uccidere non è più quello esclusivo dei leopardi. Anche i ghepardi sono diventati un nemico mortale; nemico che deve essere ucciso ad ogni costo.

I leoni non fanno più prigionieri e la Natura è meravigliosa … mente spietata!

Foto @Adobe Stock

Gian Luca Partengo Photography

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