L’importanza dei parchi zoologici nella conservazione delle specie animali

13 Gennaio 2019
Posted in Dai Social
13 Gennaio 2019 AIB

#savetheanimals 🐯 // NEWS

La prima volta che si sentì parlare di ZOO (zoological garden) fu nel 1752 a proposito dello storico parco londinese. Ricordo bene, quel posto che visitai negli anni 80 quando, piccolo e meravigliato da tutto, ne rimasi colpito e affascinato. Il loro sviluppo è passato dall’essere semplici “espositori” di animali a veri e propri parchi zoologici nei quali sono stati creati habitat del tutto simili a quelli naturali; in questi, le creature vivono e si riproducono permettendo lo studio scientifico, la loro salvaguardia e l’interscambio fra i vari parchi.

Un’evoluzione che ha portato a trasformarli, lentamente, in veri centri educativi e conservativi attraverso i quali è possibile effettuare massive e propedeutiche campagne di sensibilizzazione sociale.

L’Ente che ne regolarizza leggi, direttive e sicurezza a livello europeo è la World Association of Zoos and Aquariums (WAZA), che collabora fra gli altri con WWF, IUCN e Nature Conservancy, mentre quello italiano si chiama Unione Italiana degli Zoo e degli Acquari (UIZA).

Tuttavia, l’acceso dibattito tra sentimentalismo e scienza è quanto mai di moda. Il moralismo estremo porta all’animalismo estremo che, per condizione fisiologica, è pratica errata in ogni campo d’azione umano.

Diventa chiaro, quindi, comprendere appieno il significato di CONSERVAZIONE ovvero “La sopravvivenza di flora e fauna è seriamente minacciata dalla rapida crescita della popolazione mondiale e dal depauperamento delle risorse naturali. I fattori di rischio che destabilizzano l’equilibrio ecologico del sistema sono causa ed effetto dell’azione umana” ma, altresì quello dell”importanza nel discernere scienza da morale, conservazione da animalismo ed etica. L’intento globale è volto alla trasformazione di questi parchi (pochi rimasti) da semplici attrazioni commerciali a specializzati centri di ricerca scientifica ad esclusivo ed unico vantaggio per gli animali. La conservazione delle specie a rischio estinzione passa inevitabilmente dalla “Strategia Mondiale degli Zooredatta nel 1980 e che ne definisce i termini assoluti.

Sarà solo più tardi, nel 1999 che la Direttiva 1999/22/CE definirà gli zoo come strutture all’interno delle quali gli animali vengono detenuti a scopi didattici, di ricerca, di ripopolamento e allevamento, con l’obiettivo di partecipare a programmi di conservazione, promuovere l’istruzione e rispettare le esigenze biologiche e comportamentali degli animali ospitati.

Il ruolo fondamentale che questi parchi giocano per la salvaguardia degli animali, soprattutto per quelli il cui rischio di estinzione è dannatamente elevato, diventa di fondamentale importanza.

Ma come vengono attuate queste politiche?

Attraverso due tipologie complementari di programmi per la tutela definiti come in-situ ed ex-situ. Per conservazione in-situ si intendono “tutte le azioni a favore della tutela delle specie minacciate che vengono attuate nelle aree di origine delle specie stesse“. I parchi sono attivi, in tal senso, sia promuovendo attività di ricerca e sensibilizzazione, sia sostenendo associazioni internazionali coinvolte nella realizzazione di progetti di salvaguardia ma, soprattutto, sostenendo il reinserimento in natura di individui nati in cattività. Il programma ex-situ, invece, è una strategia fondamentale di conservazione della biodiversità quando questa è gravemente minacciata, oppure quando il numero degli individui di una specie è fortemente ridotto. Essa presenta tuttavia lo svantaggio di mantenere solo una parte della variabilità genetica dei taxa, che può essere soggetta a deriva genetica.

In definitiva, lo scopo è l’attivazione di complete riserve genetiche necessarie alla sopravvivenza delle specie.

Siamo molto lontani, dunque, dal concetto meramente ludico di “vetrine di ferro pubbliche” o di orribili spettacoli circensi (peraltro ancora attivi poiché la legge che ne doveva abolire pratiche e dinamiche è scaduta). Sicuramente un discorso complesso e un lavoro importante che, come detto, passa dalla corretta informazione e sensibilizzazione sociale.

AIB collabora con svariati parchi fra cui, L’Oasi degli Animali, ZOOM Torino, Parco Safari delle Langhe, Parco Faunistico la Torbiera, Parco Natura Viva, Safari Park Pombia, Parco Zoo Falconara e sostiene progetti importanti come Save The Rhino, Panthera e Samara Reserve e lo fa attraverso la raccolta fondi, il proprio blog e tutti i suoi sostenitori che ne divulgano il messaggio.

L’informazione corretta, quindi, diventa necessità fondamentale ma è l’azione coscienziosa che diventa imprescindibile affinché la prossima estinzione non sia imminente e, soprattutto, causata da noi stessi. Come accadde per le precedenti, solo la Natura dovrebbe esserne l’artefice.

Impariamo, informiamoci, studiamo ed agiamo adesso perché un’estinzione, in generale … è per sempre!

Foto @Gian Luca Partengo

Gian Luca Partengo Photography

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